CARATTERISTICHE TECNICHE E COSTRUTTIVE
CULATTA MOBILE    (visualizzazione flash)    (visualizzazione html)
Forgiata in acciaio è di forma cilindrica e serve per alloggiare l'otturatore, il meccanismo di scatto e di alimentazione e permetterne i movimenti.
Esternamente si notano:
l'apertura per il serbatoio, lo spacco per il passaggio del manubrio dell'otturatore, la codetta con la filettatura per la vite d'unione con il serbatoio, la scanalatura longitudinale per il passaggio del dente di arresto del cane, la finestra per il dente di scatto, l'incavo trasversale per l'aletta del tubetto.
Anteriormente ed inferiormente:
il dente che si alloggia nel traversino metallico della cassa per trasmettere a quest'ultima il rinculo; il suddetto dente è interamente filettato per l'unione con la vite anteriore del serbatoio.
Internamente:
un tratto filettato per permettere l'avvitatura della canna, una gola cilindrica con gli incastri per l'appoggio delle alette di chiusura del cilindro-otturatore.
Detti incastri sono intervallati da 2 risalti a fianco elicoidale su cui si impegnano le alette dell'otturatore, 2 scanalature longitudinale entro le quali scorrono le alette e, in quella di sinistra, anche la guida del cane, la finestra per l'espulsione e per l'aletta del bilanciere, il foro per il ritegno dell'otturatore.
FORNIMENTI   (visualizzazione flash)    (visualizzazione html)
Sono il bocchino con la vite passante, senza la boccola per il passaggio dell'asta nettatoia.
La maglietta, con duplice attacco della cinghia tenuto in sito con una molla, che contemporaneamente blocca il copricanna.
La maglietta con piastretta e la spranghetta entrambe bloccate dalle viti per il passaggio della cinghia a seconda della scelta di posizione.
Il calciolo metallico, il traversino, le viti di culatta ed i tubicini, il tutto è protetto superficialmente mediante brunitura lucida.
La produzione

Gli arsenali di produzione del fucile mod. 1891/41 furono:

TERNI 1941 -1943
ARMAGUERRA CREMONA 1942 -1945 (?)
 
CANNA  (visualizzazione flash)    (visualizzazione html)
E' fatta di acciaio fuso al crogiuolo, lunga 690 mm, il profilo esterno è tronco-conico, anteriormente si notano il vivo della volata ed una ghiera con un alloggiamento a coda di rondine, sul quale viene posizionato il mirino.
Posteriormente a ridosso  della culatta mobile vi è montato l'alzo a quadrante, un ingrossamento tronco conico sulle quali sono incisi i vari punzoni di identificazione e collaudo, che andremo ad approfondire nel capitolo dedicato alla canna.
Il tratto filettato è la parte di congiunzione con l'avvitamento alla culatta mobile.
Il profilo interno, presenta posteriormente la camera di cartuccia al termine della quale  inizia il tratto cilindrico rigato.
Le righe sono 4 con andamento destrorso e passo costante di 21,50 cm per la lunghezza di 620 mm.
Sull'asse principale di simmetria è montato il meccanismo di mira costituito da un mirino a sezione triangolare incastrato nella ghiera in prossimità della volata e da un congegno di alzo a quadrante, fissato alla canna per mezzo di un grano filettato, con una tacca di mira fissa per il tiro a 200 m. mentre l'alzo è predisposto per distanze dai 300 m. ai 1000 m. con tacche variabili di 100 m.
CASSA  (visualizzazione flash)    (visualizzazione html)
E' in legno di noce o faggio ed è costituita dal fusto, dall'impugnatura e dal calcio.
Il fusto presenta un lungo incasso longitudinale per l'alloggiamento della canna, un altro incasso per l'alloggiamento del traversino, il canale interno ed esterno per la bacchetta nettatoia e di altri incassi per i fornimenti.
Tra l'impugnatura ed il fusto è ricavata un'apertura per mettere in comunicazione il SERBATOIO (visualizzazione flash)    (visualizzazione html) con lo spazio di caricamento della culatta; il calcio è protetto da un calciolo metallico fissato con 2 viti.
Un altro particolare in legno è il copricanna che è tenuto in sito dalla fascetta con maglietta anteriore.
Il fucile modello 1891/41 è ufficialmente l'ultimo nato della famiglia dei '91, questo fucile fu prodotto e ideato durante il corso della seconda guerra mondiale ed è conosciuto anche come "fucile per alpini", infatti equipaggiò le divisioni degli alpini mandati in guerra, nella disastrosa ed infausta campagna di Russia.
Chiaramente lo sviluppo e la progettazione di quest'arma riportarono indietro, come tecnologia, l'armamento individuale italiano, passando da un fucile adeguato agli standard mondiali, come il modello 38, a questo, che si differisce di poco dal vecchio modello 1891.
Il nuovo fucile era lungo 117,5 cm, 8 cm più corto del 91, con la manetta dell'otturatore diritta, che procurava dei seri problemi nella posizione a tracolla ed inastava la stessa sciabola baionetta del modello 1891.
A parte questi problemi di ingombro il fucile modello 1891/41 fu un ottimo fucile, con qualità balistiche eccellenti, mantenendo le stesse caratteristiche di robustezza e affidabilità dei suoi predecessori.
Da non dimenticare la progettazione e la produzione (solo otto esemplari), del fucile modello 1891/41 in calibro 8 mm. Breda, che comportò la modifica strutturale di tutta l'arma.