LE ORIGINI

I successi italiani ottenuti durante la guerra contro la Turchia misero in risalto le straordinarie
capacità della nuova arma da combattimento, l'aeroplano.
Di fatto il primo volo bellico in assoluto, fu operato dal comandante Carlo Maria Piazza il 23 ottobre
1911, mentre la prima azione di bombardamento venne effettuata dal pilota Giulio Gavotti il 1º
novembre dello stesso anno, durante la guerra di Libia.
Sempre durante questa guerra si registrò il primo pilota militare morto in azione, il sottotenente  di
cavalleria Piero Manzini, che il 25 agosto del 1912 precipitò in mare con il suo aereo, davanti a
Tripoli, durante una ricognizione fotografica.
Nella guerra italo-turca, l'Italia utilizzò per missioni di ricognizione e bombardamento tre dirigibili, due
stanziati a Tripoli ed uno a Bengasi, per un totale di 136 missioni, col lancio di 360 bombe.
In pratica le missioni di bombardamento avevano un effetto per lo più psicologico, mentre i risultati
della ricognizione aerea erano reali ed immediati, a differenza di quanto si poteva ottenere da unità
di terra preposte allo scopo.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Gli indubbi vantaggi dell'uso dell'aereo furono immediatamente compresi dalle Nazioni belligeranti
della prima guerra mondiale, infatti il primo giorno dell'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio del
1915, gli austro-ungarici bombardarono la città di Venezia che ebbe, durante tutto il conflitto, il
record di incursioni subite per un totale di 42, con 1029 bombe sganciate, 52 morti e 84 feriti.
La nuova guerra non aveva niente di epico o cavalleresco, gli obiettivi da colpire non erano
solamente punti strategici o fortificati, ma aveva anche lo scopo di infierire sulla popolazione inerme
per fiaccarne lo spirito e la resistenza.
La difesa antiaerea divenne quindi un obiettivo primario da raggiungere e siccome non erano stati
ancora creati dei cannoni od armi specifiche per contrastare questo nuovo modo di combattere e ci
si arrangiò con quello che era disponibile.
Col proseguo della guerra, acquisite diverse tattiche di difesa, i velivoli nemici, fatti a segno di
fuoco d'artiglieria e di fucileria e assaliti da squadriglie di altri aerei da caccia, furono ovunque messi
in fuga e dispersi.

ORGANIZZAZIONE DEI PLOTONI PER TIRO DI CONTRO AEROPLANI E DIRIGIBILI

"Secondo le norme di "Organica dell'Esercito Italiano":
Il plotone è costituito da un numero variabile di persone in funzione della composizione delle
squadre, ed è normalmente comandato da un ufficiale inferiore (tenente o sottotenente), più
plotoni formano una squadra", il plotone ha mediamente un organico compreso fra i 21 e i 50
effettivi.

Nel 1917, con l'organizzazione dei plotoni, il Comando Supremo emanò le "Norme per l'esecuzione
del tiro di fucileria contro Aeroplani e Dirigibili"  adottando le varie tabelle a seconda dell'arma
usata per il tiro contraereo:  il Fucile mod. 91, il Vetterli mod. 70/78, il Vetterli mod. 70/78 tubato,
la mitragliatrice mod. 911 e mod. 914.
NOZIONI DI BASE PER IL TIRO COL FUCILE MODELLO 1891, SPROVVISTO DI STRUMENTI DI
MIRA.



Nei vari calcoli descritti nel manuale delle norme per il tiro contraereo, vengono presi in
considerazione diversi elementi balistici, spesso applicati con formule empiriche che, mescolati
insieme, offrono i parametri ottimali per una buona riuscita del tiro.

Il primo parametro è quello della distanza utile in cui il proiettile del fucile modello 1891 è ancora
efficace per perforare lamiere di acciaio nichelato di mezzo millimetro ed è stimata in circa 1600
m; con una inclinazione ottimale per il tiro calcolata in 1200-1600 millesimi, equivalente a 67-90°,
praticamente un tiro verticale.
Invece per il tiro con un angolo di 800-1200 millesimi, equivalente a 45-67°, la distanza utile è di
circa 1400 m; mentre per motivi di sicurezza non viene contemplato il tiro con angolazione
inferiore a 800 millesimi (45°), per timore di colpire la popolazione a terra.

Il proiettile del fucile modello 1891 impiega 3 secondi a percorrere una distanza di circa
1100 m, mentre i caccia nemici, alla velocità di 200 Km/h, percorrono in 3 secondi circa 120 m.
Si deduce quindi che l'area di puntamento dei fucilieri, per un probabile impatto tra proiettile e
veivolo, è necessariamente spostata 120 m in avanti rispetto al bersaglio.

L'identificazione del tipo di aereo da abbattere risultò di primaria importanza, dato che non tutti i
veivoli navigavano alla stessa velocità; i caccia volavano alla velocità di 200 Km/h, i bombardieri-
ricognitori a 100-150 Km/h e i dirigibili a 80/100 km/h e di conseguenza il puntamento doveva
essere spostato davanti al bersaglio in modo adeguato alla sua velocità.

Si rilevò importante una severa esercitazione, con prove di mira, prima su bersagli immobili e poi
in movimento, tenendo presente che, il tiratore doveva cominciare a premere il grilletto,
impegnando il primo tempo dello scatto mentre puntava il veivolo ed iniziare il secondo tempo
dello scatto nel momento in cui inizia lo spostamento della mira.
Questo spostamento della mira, nell'arco del secondo tempo dello scatto, quantificato in circa 6
cm, corrisponde, per un bersaglio posto ad una distanza di 1000-1200 m, ad uno spostamento di
circa 50 m.

Riassumendo, i parametri fondamentali per il tiro contro aeroplani e dirigibili erano:
la distanza utile per il tiro, l'angolazione del tiro, la velocità del bersaglio e il
puntamento.
In pratica questi calcoli erano applicabili esclusivamente ai veivoli che volavano in modo costante
e lineare, senza tener conto dell'imprevedibilità del pilota che cercava in ogni modo di non dare
nessun riferimento preciso al nemico e di fatto, metteva a dura prova l'abilità dei fucilieri e le
capacità dei loro comandanti.


Tabella N°1, per tiro con fucili modello 1891 sprovvisto di strumenti di mira.
ESEMPIO PRATICO  PER IL TIRO CONTRAEREO COL FUCILE MODELLO 1891, CON
STRUMENTI DI MIRA.

Il congegno di mira da applicarsi al fucile modello 1891 consta di due parti:

La prima parte è una mira a tre tacche che si assicura sullo zoccolo dell'alzo ordinario che
scorre sul ritto mediante un cursore (riproduzione).
La mira ha la possibilità di due sole posizioni, quella centrale che permette di utilizzare le tre
tacche di mira per il puntamento sugli aeromobili o dirigibili che sono in volo trasversale;
mentre quando il congegno di mira viene spostato sulla sinistra, vengono oscurate le due
tacche di mira centrale e laterale destra e permette di mirare, con la tacca laterale sinistra,
sugli aeromobili o dirigibili che si avvicinano o si allontanano.
Tacca A= Mirino elevato per aeroplani
o dirigibili che si allontanano.
Tacca D= Mirino laterale destro per aeroplani
o dirigibili in volo trasversale da destra.
Si spara dai tetti di Venezia:
un plotone schierato per il tiro antiaereo durante il primo conflitto mondiale.
Foto Umberto Fracchia da "La Marina Italiana nella guerra europea" 1916 editori Alfieri & Lacroix - Milano.
Tacca B = Mirino basso per aeroplani
o dirigibili che si avvicinano.
Tacca S= Mirino laterale
sinistro per aeroplani o dirigibili
in volo trasversale da sinistra.
La seconda parte consta di un portamirini che si assicura al bocchino del fucile mediante un
galletto di bloccaggio, esso è provvisto di quattro mirini, la cui funzione è descritta nel disegno
sottostante (riproduzione).
Tacca di mira laterale destra per
tiro su aeromobili o dirigibili in
navigazione trasversale da
sinistra, al di sopra dei 1000 m.
Tacca di mira laterale sinistra
per tiro su aeromobili o dirigibili
in navigazione trasversale da
destra, al di sopra dei 1000 m.
Mira a tre tacche posta in posizione laterale sinistra.
Cursore.
La molla è avvitata sul ritto dell'alzo tramite una vite
ed è bloccata sul perno del cursore con saldatura.
Tacca di mira laterale destra
e centrale, oscurate per
effetto dello spostamento a
sinistra della mira.
Tacca di mira laterale sinistra
per tiro su aeromobili o dirigibili
in volo di allontanamento o
avvicinamento.
Vite della molla del cursore
che fuoriesce dal ritto dell'alzo.
La pressione della molla trattiene il cursore che fa pressione sulla mira, impedendo a
questa di muoversi durante il tiro.
Per poter allentare questa pressione, si spinge la molla verso l'alto in modo che il
cursore rimanga libero per poter muovere liberamente la mira nella posizione desiderata.
Vista da sotto della struttura del congegno di mira.
Tabella N°2, per tiro con fucili modello 1891 con strumenti di mira e numero di plotoni da impiegare.
Mira a tre tacche posta in posizione centrale.
Tacca di mira centrale per tiro
su aeromobili o dirigibili in
navigazione trasversale al di
sotto dei 1000 m.
Linea di mira rossa (tacche laterali),
per veivoli che volano al di sopra dei
1000 metri d'altezza.
Linea di mira verde (tacca centrale),
per veivoli che volano al di sotto dei
1000 metri d'altezza.
Mirino basso.
Mirino elevato.
Linea di mira arancio, per veivoli in
avvicinamento.
Linea di mira viola, per veivoli in
allontanamento.
Mirino esterno destro.
Mirino esterno sinistro.
Un sincero ringraziamento, per il valido aiuto, a Maurizio Garetto.
 
FUCILE MODELLO 1891

Il fucile modello 1891 per tiro contraereo è, a tutti gli effetti, la stessa arma usata dai fanti
ad accezione di alcune particolarità strutturali, per quelli col congegno di mira, apposte nel
bocchino e nel ritto dell'alzo.
Molla.

Mira a tre tacche posta in posizione centrale.
Mira a tre tacche posta in posizione laterale sinistra.
Due delle tre tacche oscurate.
Struttura del mirino anteriore, col galletto di bloccaggio e nella
figura in basso inserito nel bocchino del fucile modello 1891.
Medaglie commemorative del 1915 "PER L'ARIA BUONA GUARDIA", molto significativa la prima dove è
raffigurata la classica "altana" veneziana; mentre altro particolare interessante è il libro chiuso ritenuto
simbolo della sovranità delegata e quindi delle pubbliche magistrature.
L'altana, chiamata anche belvedere, è una piattaforma o loggetta di assi di legno esposta al sole e al
vento. L'altana è posta nella parte più elevata di un edificio, appoggiata sui tetti e retta da pilastrini.
A differenza di terrazze e balconi, non sporge rispetto al corpo principale dell'edificio.
Sicuramente questa struttura insolita e tipica si rivelò un punto strategico e fondamentale per
posizionare i fucilieri addetti alla difesa aerea della città.
                            UN INOFFENSIVO TETTO LA DIFESA DELLA CITTA'

Contibuto fotografico della "Collezione Antonio Rossetti", al quale vanno i nostri ringraziamenti.