Oramai il nostro fucile d'ordinanza era adottato, siamo a fine secolo e molti tragici avvenimenti avrebbero coinvolto il nostro paese e di conseguenza il nostro fucile '91.
Il primo fatto d'arme fu senza dubbio la "rivolta del 1898 a Milano", dove i bersaglieri comandati da Fiorenzo Bava Beccaris, soffocarono nel sangue i cittadini milanesi scesi in piazza per protestare contro il costo del pane aumentato da 35 a 60 centesimi al chilo. I milanesi ebbero nelle vie e nelle piazze della loro città un centinaio di morti e altrettanti feriti.
Nella foto bersaglieri a Milano.
La rivolta di Milano nel 1898
CARATTERISTICHE TECNICHE E COSTRUTTIVE
CARATTERISTICHE BALISTICHE
Velocità iniziale alla volata: m/s 700
Velocità di rinculo: m/s 2,10
Forza viva di rinculo: Kg 0,87
Angolo di rilevamento: 5' 30"
Angolo di calcio: 6°20'
Pressione massima dei gas sulle pareti della canna in culatta:
Atm. 4.000 con polvere Balistite / Atm. 3.200 con polvere Solenite
Forza viva iniziale: Kg 259,7
Gittata massima: m 3.200
Celerità massima di tiro mirato: colpi/minuto 12
Durata media della canna: colpi ~ 4000
Il fucile mod. 1891, ha il calibro di 6,5 mm x 52 (la seconda misura equivale alla lunghezza del bossolo), ha il peso con la calciatura in noce di 3,9 Kg., di 3,95 Kg. con quella in faggio ed è lungo 128,5 cm (senza sciabola baionetta)
Il fucile si distingue in queste parti principali, secondo descrizioni e terminologie d'epoca:
CANNA (visualizzazione flash) (visualizzazione html)
E' fatta di acciaio fuso al crogiuolo, lunga 780 mm, il profilo esterno è tronco-conico, anteriormente si notano il vivo della volata ed una ghiera con un alloggiamento a coda di rondine, sul quale viene posizionato il mirino.
Posteriormente vi è uno zoccolo sul quale è montato l'alzo a quadrante, un ingrossamento con 5 faccette sulle quali sono incise le iniziali della fabbrica, il nome della città ove risiede la fabbrica, il numero di matricola, l'anno di costruzione e i vari punzoni del collaudo.
Il tratto filettato è la parte di congiunzione con l'avvitamento alla culatta mobile.
Il profilo interno, presenta posteriormente la camera di cartuccia al termine della quale inizia il tratto cilindrico rigato.
Le righe sono 4 a fianchi paralleli con andamento destrorso e passo progressivo di 57,85 cm in culatta e di 20,15 cm in volata.
Il tratto rigato è lungo 706 mm, il calibro tra i pieni è di 6,5 mm, fra i vuoti di 6,8 mm, il pieno delle righe è largo 2 mm, fra i vuoti ci sono 3 mm, l'inclinazione iniziale delle righe è di 2°, quella finale di 5°,50', il fianco direttore è quello opposto al senso di rotazione.
Sull'asse principale di simmetria è montato il meccanismo di mira costituito da un mirino a sezione triangolare incastrato nella ghiera in prossimità della volata e da un congegno di alzo a quadrante formato da uno zoccolo con una tacca di mira fissa per il tiro a 300 m. e 2 alette laterali.
Sul fianco esterno dell'aletta destra sono praticati 15 intagli per distanze dai 600 a 2000 m.
sui bordi delle alette sono incisi dei tratti orizzontali con indicate le distanze in ettometri (a destra quelle pari, da 6 a 20, a sinistra quelle dispari, da 7 a 19).
Anteriormente allo zoccolo è imperniato il ritto con la tacca di mira mobile, che, a mezzo di un perno elastico, può essere portata in coincidenza con le diverse graduazioni.
Nella sua posizione più bassa è tarato per una distanza di 450 m. il tutto, canna e meccanismo di mira, è protetto superficialmente mediante brunitura lucida.
CULATTA MOBILE (visualizzazione flash) (visualizzazione html)
Forgiata in acciaio è di forma cilindrica e serve per alloggiare l'otturatore, il meccanismo di scatto e di alimentazione e permetterne i movimenti.
Esternamente si notano:
l'apertura per il serbatoio, lo spacco per il passaggio del manubrio dell'otturatore, la codetta con la filettatura per la vite d'unione con il serbatoio, la scanalatura longitudinale per il passaggio del dente di arresto del cane, la finestra per il dente di scatto, l'incavo trasversale per l'aletta del tubetto.
Anteriormente ed inferiormente:
il dente che si alloggia nel traversino metallico della cassa per trasmettere a quest'ultima il rinculo; il suddetto dente è interamente filettato per l'unione con la vite anteriore del serbatoio.
Internamente:
un tratto filettato per permettere l'avvitatura della canna, una gola cilindrica con gli incastri per l'appoggio delle alette di chiusura del cilindro-otturatore.
Detti incastri sono intervallati da 2 risalti a finaco elicoidale su cui si impegnano le alette dell'otturatore, 2 scanalature longitudinale entro le quali scorrono le alette e, in quella di sinistra, anche la guida del cane, la finestra per l'espulsione e per l'aletta del bilanciere, il foro per il ritegno dell'otturatore.
CASSA (visualizzazione flash) (visualizzazione html)
E' in legno di noce, o frassino, o faggio ed è costituita dal fusto, dall'impugnatura e dal calcio.
Il fusto presenta un lungo incasso longitudinale per l'alloggiamento della canna, un altro incasso per l'alloggiamento del traversino, il canale interno ed esterno per la bacchetta nettatoia e daltri incassi per i fornimenti.
Tra l'impugnatura ed il fusto è ricavata un'apertura per mettere in comunicazione il SERBATOIO (visualizzazione flash) (visualizzazione html) con lo spazio di caricamento della culatta; il calcio è protetto da un calciolo metallico fissato con 2 viti.
Un altro particolare in legno è il copricanna che è tenuto in sito dalla fascetta con maglietta anteriore.
FORNIMENTI (visualizzazione flash) (visualizzazione html)
Sono il bocchino con la vite passante che reca il fermo della baionetta ed il tratto filettato per l'avvitatura della bacchetta nettatoia, il calciolo, la fascetta con maglietta e la sua molla, la piastretta con maglietta, il copricanna, il traversino, le viti di culatta ed i tubicini, il tutto è protetto superficialmente mediante brunitura lucida.
La guerra italo-turca fu teatro di numerosi progressi tecnologici usati durante le operazioni militari, in particolare l'aeroplano quando il 23 ottobre 1911, un pilota italiano (capitano Carlo Maria Piazza) sorvolò le linee turche in missione di ricognizione e il 1° novembre la prima bomba lanciata a mano dall'aria da Giulio Gavotti sulle truppe turche in Libia.
Importante fu anche l'uso della radio, per radiotelegrafia campale militare, organizzato dall'arma del Genio sotto la guida del comandante della compagnia R.T. Luigi Sacco e con la collaborazione dello stesso Guglielmo Marconi.
E il nostro fucile mod.91 che mostrò le sue ottime qualità balistiche e qualche difetto dovuto ad inceppamenti a causa della scatola serbatoio che, dal foro di uscita della lastrina di caricamento, permetteva l'ingresso della sottilissima polvere del deserto nel meccanismo di alimentazione.
La guerra Italo-Turca
Il battesimo del fuoco a tutti gli effetti, lo ebbe durante la guerra di Libia conosciuta anche come la guerra italo-turca, si riferisce ai combattimenti tra le forze italiane e quelle dell'Impero ottomano tra il 28 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912, per la conquista della Tripolitania e la Cirenaica, oggetti del desiderio per le ambizioni colonialiste dell'Italia, nonché del Fezzan (Libia), l'isola di Rodi e l'arcipelago del Dodecaneso.
La Prima Guerra Mondiale
Gli avvenimenti della guerra Italo-Turca misero alle strette i vari arsenali di produzione, infatti in quel periodo Terni passò da una produzione mensile di 540 a 2500 fucili.
Gli arsenali di produzione del fucile '91 furono:
BRESCIA 1893-1918
TERNI 1892-1936
TORINO 1893-1898
TORRE ANNUNZIATA 1893-1900
MIDA Brescia 1917-1918
ROMA 1917-1918
BERETTA 1936-1943(?)
Secondo i dati dell'epoca al 1° gennaio 1915, l'Italia aveva in dotazione 900.000 fucili mod.91, 95.000 moschetti e 76.200 moschetti T.S., con l'aggiunta di 1.000.000 Vetterli modello 1870-87, dei quali almeno un terzo modificati in cal. 6,5 x 52.
A fine conflitto furono prodotti 2.063.750 fucili ed oltre 1.600.000 baionette.
La produzione
Innumerevoli pagine sono state scritte sui fatti, eventi, sconfitte, vittorie ed atti di eroismo compiuti durante la Prima Guerra Mondiale, dove il nostro '91 fu davvero protagonista e venne consacrato come "il fucile che fece l'Unità d''Italia".
Grazie al grande lavoro del maestro Alberto Parducci, possiamo cogliere l'emotività pittorica di quei fatti che fanno parte di un tempo oramai lontano ma non dimenticato.
Degna di menzione, senza sminuire o levare i giusti meriti agli altri reparti che parteciparono al conflitto, è la "BRIGATA SASSARI" che seppe opporre con la tenacia che distingue il popolo sardo, avvezzo per natura a mille avversità e sacrifici, un irriducibile ostacolo alle forze austriache, tanto da essere più volte citata come "...speciale unità d'assalto...".
Per l'eroico comportamento nel corso della Prima Guerra Mondiale le Bandiere dei due reggimenti (Reggimenti di Fanteria 151° e 152°) vengono decorate con due Medaglie d'Oro al Valor Militare.
Gli studi e la sperimentazione sulle armi e nella specifica delle armi portatili, proseguirono nonostante l'enorme sforzo fatto dalle fabbriche italiane durante la Grande Guerra, riportiamo una serie di sperimentazioni (per gentile concessione di ArtiglieriA.net, dove potete leggere l'articolo completo):
Sperimentazioni sui materiali d'artiglieria nel 1917
Ufficio Storico dell'Esercito, Roma.
Fondo E6 Prot. 3937.
ESPERIENZE E STUDI IN CORSO SUI MATERIALI DI ARTIGLIERIA, ARMI PORTATILI E BOMBE, ALLA DATA 25 AGOSTO 1917. (Dispaccio n°4187 del 24 luglio 1917)
ARMI PORTATILI:
1)Tubature di canne per fucili M. 91
Lo studio é stato fatto dall'Officina di Costruzione di Artiglieria di Roma per ovviare alla enorme deficienza di sbarre di acciaio grezze per canne di fucile.
Detta officina ha studiato e sperimentato con esito favorevole la costruzione di canne per fucile mod. 91 mediante sbarre di ferro omogeneo e tubatura di acciaio.
Dopo tali esperimenti, fu proposto che fosse considerato normale l'allestimento di canne di ferro omogeneo con tubatura di acciaio, allorchè riusciva impossibile di rifornirsi di barre di acciaio.
2)Circa l'applicazione dell'otturatore mod. 91 ai fucili Manlicher vennero iniziate, presso la scuola di applicazione di Fanteria di Parma, esperimenti con alcuni esemplari.
3)Serbatoio mobile per fucile mod. 91
E' capace di 25 cartucce; concretato dal Magg. Saccani della Fabbrica di Armi di Terni in base ad un tipo tedesco segnalato all'ufficio informazioni. Dopo l'esito favorevole delle prove fatte presso la Scuola di Parma ne furono ordinati 500 alla fabbrica d'armi di Terni.
4)Serbatoio in lamiera per fucile mod. 91
Proposta dalla fabbrica d'armi di Terni allo scopo di semplificare la lavorazione del serbatoio formandolo con un lamiera tranciata, stampata e saldata.
Provata con buon esito a Parma. La Fabbrica d'Armi di Terni ne sta allestendo 10.000 a titolo di prova di lavorazione.
5)Mitragliatrice leggera tipo Germanico
E' la Fiat M. 1914 trasformata in tipo leggero portatile analogamente al tipo Maxim modificato tedesco.
Sono in corso di allestimento presso la fabbrica d'armi di Brescia 2 esemplari che dovranno essere sperimentati presso la Scuola di Parma.
6)Pallottole con rivestimento tratto da bandelle di ferro dolce in luogo di Maillechort
Per supplire a eventuali deficienze di questa lega.
Lo studio è eseguito presso i due Pirotecnici e la Scuola d'Applicazione di Fanteria, con risultati promettenti.
7)Dispositivo tipo Pavesi
E' in esperimento una pistola mitragliatrice M. 915 provvista del dispositivo tipo Pavesi, regolatore della celerità di tiro. (Nel senso di diminuirla).
8)Pallottola a scia luminosa per fucile M. 91
Per la direzione del tiro di notte. Lo studio fu fatto dal Laboratorio Pirotecnico di Bologna che ha concretato ed esperimentato con esito favorevole un tipo di pallottola della forma e delle dimensioni della pallottola regolamentare. Le esperienze continuano.



