CANNA  (visualizza)
E' fatta di acciaio fuso al crogiuolo, lunga 451 mm, le righe sono 4 con andamento destrorso
e il passo costante di 21,5 cm. il profilo esterno è tronco-conico, anteriormente si notano il
vivo della volata che porta superiormente un mirino inserito a coda di rondine posto su un
anello.
Nella parte posteriore della canna è montata una tacca di mira fissa, bloccata con una vite,
per la distanza di 300 m e sopra inciso il calibro dell'arma.
Verso la culatta troviamo un ingrossamento tronco conico sul quale sono incise le iniziali
della fabbrica, il nome della città ove risiede la fabbrica, il numero di matricola, l'anno di
costruzione con l'Era Fascista e i vari punzoni del collaudo.
Il tratto filettato è la parte di congiunzione con l'avvitamento alla culatta mobile.
Il profilo interno, presenta posteriormente la camera di cartuccia al termine della quale 
inizia il tratto cilindrico rigato.
CULATTA MOBILE   (visualizza)
Forgiata in acciaio è di forma cilindrica e serve per alloggiare l'otturatore, il meccanismo
di scatto e di alimentazione e permetterne i movimenti.
Esternamente si notano:
l'apertura per il serbatoio, lo spacco per il passaggio del manubrio dell'otturatore, la
codetta con la filettatura per la vite d'unione con il serbatoio, la scanalatura longitudinale
per il passaggio del dente di arresto del cane, la finestra per il dente di scatto, l'incavo
trasversale per l'aletta del tubetto.
Anteriormente ed inferiormente:
il dente che si alloggia nel traversino metallico della cassa per trasmettere a quest'ultima il
rinculo; il suddetto dente è interamente filettato per l'unione con la vite anteriore del
serbatoio.
Internamente:
un tratto filettato per permettere l'avvitatura della canna, una gola cilindrica con gli incastri
per l'appoggio delle alette di chiusura del cilindro-otturatore.
Detti incastri sono intervallati da 2 risalti a fianco elicoidale su cui si impegnano le alette
dell'otturatore, 2 scanalature longitudinale entro le quali scorrono le alette e, in quella di
sinistra, anche la guida del cane, la finestra per l'espulsione e per l'aletta del bilanciere, il
foro per il ritegno dell'otturatore.
CASSA  (visualizza)
E' in legno di faggio ed è costituita dal fusto, dall'impugnatura e dal calcio.
La cassa è lunga 830 mm, presenta un breve incasso esterno in prossimità del bocchino,
per il passaggio della bacchetta nettatoia, un lungo incasso interno longitudinale per
l'alloggiamento della canna, un altro incasso interno per l'alloggiamento del traversino ed
altri incassi per i fornimenti.
Nella cassa, troviamo tra l'impugnatura ed il fusto un'apertura per mettere in comunicazione
il SERBATOIO  (visualizza) con lo spazio di caricamento della culatta.
FORNIMENTI   (visualizza)
Sono il bocchino, con la vite passante di bloccaggio, che ha al suo interno l'asola per il
passaggio della bacchetta nettatoia, la fascetta, con singolo attacco della cinghia tenuto in
sito con una molla che blocca il copricanna.
Il calciolo metallico, il traversino, le viti di culatta ed i tubicini, il tutto è protetto
superficialmente mediante brunitura lucida.
CARATTERISTICHE TECNICHE E COSTRUTTIVE
Caratteristiche della produzione
delle armi modello 38 in cal. 6,5
Moschetto modello 38 T.S.
velocità iniziale m/s 630
velocità di rinculo m/s 2,01
forza viva di rinculo kg/cm² 0,67
pressione atm 3.000
velocità giroscopica proiettile giri/m' 193.846
peso senza baionetta kg 3,26
lunghezza senza baionetta cm 91,9
calibro tra i pieni mm 6,5
calibro tra i vuoti mm 6,8
lunghezza canna mm 451 (69 calibri)
rigatura 4 righe destrorse
passo rigatura cm 24 costante
profondità delle righe mm 0,15
lunghezza fra i pieni mm 2
lunghezza fra i vuoti mm 3
La produzione
Gli arsenali di produzione del moschetto ts modello 38 in cal. 6,5
furono:

BERETTA 1940-1943
F.N.A. Brescia  1942
BERETTA 1940-1943
Col moschetto per ts si completa il ciclo delle tre armi modello 38 in calibro 6,5 in dotazione
alle forze armate del Regio Esercito.
Le caratteristiche della rigatura costante sono le stesse del moschetto, mantenendo per
questa versione, la tacca di mira fissa esatta alla distanza di 300 m., con inciso sopra il
valore del calibro, il 6,5. Anche nel moschetto modello 38 per ts fu omessa la stampigliatura
del calibro sulla pala del calcio.
Il moschetto modello 38 per ts fu dotato della stessa sciabola baionetta usata nel fucile
modello 1891 che fu adottata in seguito anche nel fucile modello 41.
In conclusione le armi modello 38 in calibro 6,5, furono la base d'armamento dell'esercito
italiano durante la seconda guerra mondiale, ad eccezione del fucile modello 41 che
equipaggiò principalmente la spedizione italiana in Russia.
Le varie fabbriche d'armi impegnate in questo sforzo bellico, produssero circa 600.000 fucili,
1.600.000 moschetti e 200.000 moschetti per ts, per un totale approssimativo di circa
2.400.000 unità.
Nel dopo guerra le armi modello 38 in calibro 6,5 servirono a riarmare, fino agli anni '60-'70,
l'esercito e le forze dei Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.
F.N.A. Brescia  1942
cm 21,5 costante